Vimodrone

IMU

 

RICHIESTA RIMBORSO/RIVERSAMENTO IMU in formato

  Istruzioni per l'uso

  Aliquote, detrazioni e regolamento
(Atti del 19 maggio 2014) 


Aliquote, detrazioni e regolamento
(Atti del 29 giugno 2015) 


Aliquote, detrazioni e regolamento
(Atti del 25 gennaio 2016) 


COMODATO D'USO GENITORI/FIGLI E VICEVERSA (ISTRUZIONI E MODELLO)

Imu “scontata” per le abitazioni, non di “lusso”, concesse in comodato d’uso ai parenti in linea retta (padre o madre al figlio e viceversa).  La legge di stabilità 2016 consente la riduzione del 50% della base imponibile dell’imposta municipale propria (Imu) a condizione che, a partire dal 1° gennaio,  il proprietario del fabbricato (escluse le categorie A1, A8 e A9) che intende fruire del beneficio:



ATTENZIONE: L'ALIQUOTA DEL 9,6 PER MILLE  IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2014 E' STATA CONFERMATA ANCHE PER L'ANNO 2016

I cittadini residenti all’estero iscritti all’AIRE, PER L'ANNO 2014,  DEVONO  versare l'IMU,  per le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto. Tali immobili non sono più considerati assimilati all'abitazione principale, così come aveva deliberato il Consiglio Comunale con atto n. 34 dello scorso 19 maggio. L'art. 9 bis della Legge 23 maggio 2014 n. 80 (conversione del decreto Legge 28 marzo 2014 n. 147) , ha abrogato il potere di assimilazione degli enti locali, eliminando parte del testo del settimo periodo del comma 2 dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011.
La Legge 23 maggio 2014 n. 80, di conversione del Decreto Legge n.  47/2014, a partire dall'anno 2015, ha assimilato all'abitazione principale, la casa di civile abitazione (una sola unità immobiliare)  posseduta (a titolo di proprietà o usufrutto) dai cittadini iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi esteri, a condizione che non sia locata o concessa in comodato. Tale  assimilazione comporta l’esenzione dell’imposta municipale propria (IMU) e la riduzione, nella misura di due terzi,  del tributo sui servizi Indivisibili (TASI) e della tassa sui rifiuti (TARI). Per  beneficiare di tali agevolazioni, è sufficiente presentare un' autocertificazione, compilando il modello disponibile presso lo sportello di via Battisti, sottoscrivendolo e restituendolo  (tramite posta ordinaria, fax, email, o presentandolo direttamente all’ufficio Protocollo),  unitamente a copia di un documento di identificazione personale in corso di validità.

L'EVENTUALE RAVVEDIMENTO OPEROSO PUO' ESSERE CALCOLATO ANCHE MANUALMENTE

All'imposta dovuta, vanno aggiunti gli interessi maturati e le sanzioni previste in base ai giorni di ritardo. Gli interessi si applicano per ogni giorno di ritardo al tasso annuale del 3,5% per il 2015 (tasso legale annuale dello 0,5 % fino al 31 dicembre 2015 e dello 0,2% dal 1° gennaio 2016 aumentato, in entrambi i casi,  di 3 punti percentuali).
Le sanzioni da applicare sono per ogni giorno di ritardo :
- versamento entro i 14 giorni successivi alla scadenza - sanzione dello 0,2% (0,1 dal 1° gennaio 2016) ;
- versamento dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza - sanzione del 3% (1,5% dal 1° gennaio 2016);

- versamento dal 31° giorno al 90°giorno alla scadenza - sanzione del 3,33 % (1,75% dal 1° gennaio 2016) ;

- versamento oltre il 30° giorno successivo alla scadenza - sanzione del 3,75%.
Il totale da versare (imposta dovuta, sanzioni ed interessi) deve sempre essere arrotondato all'euro.




IN ALTERNATIVA (CALCOLA  RAVVEDIMENTO OPEROSO E CONSENTE COMPILAZIONE DICHIARAZIONE DI VARIAZIONE  :

ANNO 2014/2015/2016
 


ANNO 2013
             

Il Comune non è responsabile di eventuali errori causati dall'uso del software che viene fornito gratuitamente. Si consiglia di verificare sempre la percentuale di possesso inserita.

!!! ATTENZIONE !!!

L’istituzione dell’imposta unica comunale (IUC) “lascia salva la disciplina per l’applicazione dell’IMU”, ai sensi del comma 703 dell’art. 1 della Legge 147/2014. Alcune disposizioni previste dall’art. 13 del D.L. n. 201/2011 (convertito nella Legge 214/2011) sono state, tuttavia, riscritte dal successivo comma 707 della citata legge di Stabilità 2014. In particolare, è stabilita l’esclusione per le unità immobiliari:

         • appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa (con le relative pertinenze) dei soci assegnatari;
         • alloggi sociali, così come definiti dal Decreto del Ministro per le infrastrutture del 22 aprile 2008;
        • casa coniugale assegnata al coniuge (diritto di abitazione) a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento, o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
         • unico immobile iscritto o iscrivibile al catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente presso le Forze armate, ovvero le Forze di polizia ad ordinamento militare e                      civile, nonché presso il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco;
         • fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8 dell’ art. 13 del d.l. n. 201/2011.
Dal 1° gennaio 2014 sono esenti i “beni merce”, ovvero i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano stati, in ogni caso, locati.
Oltre alle esclusioni/esenzioni sopradescritte il Consiglio comunale ha stabilito in data 19 maggio 2014, nella delibera di determinazione delle aliquote, di assimilare alle abitazioni principali l’ unità immobiliare:
• posseduta da soggetti anziani o disabili che abbiano acquisito la residenza in case di ricovero e cura, a condizione che la stessa non risulti locata;
• concessa in comodato ai parenti in linea retta, entro il primo grado, a condizione che venga utilizzata da questi ultimi (nucleo famigliare dei comodatari con ISEE non superiore a € 15.000) come abitazione principale;
•  posseduta da cittadini italiani, non residenti nel territorio dello Stato (iscritti all’AIRE), a condizione che la stessa non risulti locata (l'art. 9 bis della Legge 23 maggio 2014 n. 80 ha abrogato il potere di assimilazione degli enti locali, eliminando parte del testo del settimo periodo del comma 2 dell’art. 13 del D.L. n. 201/2011).
    
In materia di esenzioni, continuano ad applicarsi, inoltre, le norme di cui all’art. 9, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, nonché le esenzioni previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i) del decreto legislativo n. 504/92 e successive modifiche e integrazioni.
DICHIARAZIONE

I soggetti passivi IMU devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta. Gli enti non commerciali presentano la dichiarazione esclusivamente per via telematica, entro il 30 giugno 2014 (termine prorogato al 1° dicembre),secondo le modalità approvate con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze (ad oggi non ancora approvato). Con le stesse modalità ed entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione per l’anno 2013 deve essere presentata la dichiarazione per l’anno 2012.
VERSAMENTI
(per l'anno 2016 le aliquote sono state approvate
dal Consiglio comunale in data 25 gennaio 2016)

 
Il versamento dell’IMU per l’anno 2016 si effettua in due rate 16 giugno (acconto) il 16 dicembre (saldo).
Gli enti non commerciali, per gli immobili in cui si svolge l’attività mista, effettuano il versamento in tre rate, di cui le prime due - di importo pari ciascuna al 50 per cento dell’imposta complessivamente corrisposta per l’anno precedente - devono essere versate la prima entro il 16 giugno e la seconda entro il 16 dicembre; la terza rata, a conguaglio dell’imposta complessiva, deve essere versata entro il 16 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce il versamento.


Il Decreto Salva Italia (art. 13 D.L. n. 201 del 06.12.2011, convertito con Legge n. 214 del 23.12.2011) ha anticipato in via sperimentale l’introduzione dell’IMU a decorrere dall’anno 2012.

L’IMU va a sostituire l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI).
Chi è tenuto al pagamento dell’IMU?

L’imposta è dovuta dal possessore(inteso come proprietario, usufruttuario, usuario, titolare del diritto di abitazione, enfiteusi e superficie) di fabbricati(compresa l’abitazione principale e le relative pertinenze), di aree fabbricabili e terreni agricoli siti sul territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, e di immobili strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa.
L’imposta va versata al Comune sul quale l’immobile insiste interamente o prevalentemente.

Come si calcola l’IMU sui fabbricati?
Per calcolare il valore imponibile dei fabbricati, è necessario prendere la rendita risultante in catasto e vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione e rivalutare la stessa del 5%.
Sulla rendita rivalutata va poi applicato il moltiplicatore previsto per la categoria catastale dell’immobile, come risulta dalla seguente tabella:

 

Categoria Catastale Moltiplicatore
A/1, A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/8, A/9
C/2, C/6, C/7
160
Gruppo catastale B
C/3, C/4, C/5
140
A/10
D/5
80
Gruppo catastale D (tranne D/5)
n.b. dal 2013 il moltiplicatore è elevato a 65
65
C/1 55

Al valore ottenuto da tale moltiplicazione, si applica l’aliquota prevista per la tipologia di immobile nell’anno in oggetto.

 

  Aliquota (in vigore dal 1° gennaio 2014)
Aliquota ordinaria 9,6 per mille 
Aliquota ordinaria differenziata per i fabbricati locati a canone concordato 7,6 per mille 
Aliquota per i fabbricati produttivi "D" 9,6 per mille di cui 7,6 riservato allo Stato

Il contribuente deve poi tenere conto della propria quota di possesso ed eventualmente del periodo dell’anno per il quale tale condizione si è verificata (le frazioni di mese vengono calcolate in base al criterio della prevalenza, quindi il mese in cui la proprietà o il diritto reale di godimento si è protratto solo in parte è computato per intero se il contribuente ha posseduto l'immobile per almeno 15 giorni, mentre non è conteggiato se il possesso è durato meno di 15 giorni):

E' riservato allo Stato il gettito IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota  dello 7,6 per mille. La differenza pari a 0,2 per mille spetta al Comune.


Attenzione: il versamento per i fabbricati “D” dovrà essere distinto per quota Stato (7,6 per mille  e quota Comune (2 per mille) utilizzando rispettivamente i codici tributo corrispondenti (3925 e 3930). 

Per abitazione principale ai fini IMU si intende il fabbricato iscritto in catasto come UNICA unità immobiliare, nel quale il soggetto passivo ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
Le pertinenze sono invece le unità immobiliari che possono essere iscritte in catasto unitamente o separatamente dall’abitazione principale.
Le pertinenze ammesse a godere dei benefici previsti per l’abitazione principale devono essere delle seguenti tipologie:

La legge stabilisce che si possano considerare pertinenze tali unità nel numero massimo di una per ciascuna tipologia.

Come si calcola l’IMU sulle aree fabbricabili?

Il valore imponibile di un’area fabbricabile è quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione. Al valore viene poi applicata l’aliquota ordinaria prevista dal Comune (9,6 per mille). Come per i fabbricati, l’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota ed al periodo dell’anno nel quale si è avuto il possesso dell’area. Anche per le aree fabbricabili, come per gli immobili diversi dall’abitazione principale, a partire dal 2013 l'intera imposta deve essere versata al Comune.

Come si calcola l'IMU sui terreni agricoli?


Il valore si ottiene moltiplicando il reddito dominicale x 1,25 x 135. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali il moltiplicatore è- pari a 75.

Fabbricati inagibili o inabitabili
L'IMU sui fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati viene calcolata riducendo la base imponibile del 50 per cento, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. L'inagibilità o inabitabilità è accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del Testo Unico di cui al DPR n. 445/2000.

Quando si versa l’IMU?
Il pagamento dell’imposta deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 50 centesimi, mentre si arrotonda per eccesso se la frazione è superiore o uguale a 50 centesimi.
Il contribuente non è tenuto ad effettuare il versamento qualora l’imposta dovuta per l’intera annualità sia inferiore a 12,00 €

L’IMU deve essere versata in due rate:

Come si versa l'IMU?
L’imposta può essere versata a mezzo F24, recandosi presso una qualsiasi banca o presso qualsiasi ufficio postale. Il modello può essere reperito direttamente in banca o posta, oppure può essere scaricato dal sito dell'Agenzia delle Entrate (cliccando qui).Dal 18.04.2012 è stato messo a disposizione un nuovo modello di F24, nel quale è stata introdotta l’apposita sezione “IMU e altri tributi locali”.
E’ necessario compilare un rigo per ciascuna tipologia di versamento che si deve effettuare indicando i seguenti dati:

 

Rata in scadenza il 16 Giugno  Barrare la casella Acc. e indicare il codice 0101nel campo rateazione/mese rif.
Rata in scadenza il 16 Dicembre  Barrare la casella Saldo e indicare il codice 0101nel campo rateazione/mese rif.

 

Codice Tipologia di imposta versata
3912 IMU su abitazione principale e pertinenze - codice unico versamento 
3916 IMU su aree fabbricabili - codice unico versamento
3918 IMU su altri fabbricati - codice unico versamento
3925 IMU per immobili ad uso produttivo di categoria catastale D - codice unico versamento (STATO)
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ATTENZIONE A partire dal 01 Giugno 2012, in alternativa al normale modello F24, l’IMU può essere versata utilizzando il Modello F24 semplificato. Il modello e le relative istruzioni possono essere scaricate dal sito dell'Agenzia delle Entrate, nell'apposita sezione
In tale modello è necessario indicare i dati del contribuente (come per il modello F24 ordinario), e compilare ogni riga della sezione MOTIVO DEL PAGAMENTO indicando nella colonna SEZIONE il codice “EL” e compilando le successive colonne come già indicato in precedenza per l’F24 ordinario.
In alternativa all'F24, è possibile effettuare il versamento con bollettino postale utilizzando i modelli a disposizione gratuitamente presso gli Uffici Postali sul numero di conto corrente 1008857615 (uguale per tutta Italia). Il versamento deve essere intestato a "Pagamento IMU".

Versamento in ritardo - il ravvedimento operoso
Nel caso in cui il contribuente versi l'imposta successivamente alle scadenze sopra indicate, è obbligatorio effettuare il ravvedimento operoso.
Con il ravvedimento, all'imposta dovuta, vanno aggiunti gli interessi maturati e le sanzioni previste in base ai giorni di ritardo.
Gli interessi si applicano per ogni giorno di ritardo al tasso annuale del 4%.
Le sanzioni da applicare sono le seguenti:
- versamento entro i 14 giorni successivi alla scadenza - sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo;
- versamento dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza - sanzione del 3%;
- versamento oltre il 30° giorno successivo alla scadenza - sanzione del 3,75%.
Il totale da versare (imposta dovuta, sanzioni ed interessi) deve sempre essere arrotondato all'euro.
L'applicativo che sarà messo a disposizione  effettuerà anche il conteggio delle sanzioni e degli interessi dovuti ed elaborerà il modello F24 per il versamento.
In alternativa, si invitano i contribuenti che devono effettuare il ravvedimento operoso a contattare l'ufficio Tributi.


ATTENZIONE- Modalità di versamento per i contribuenti NON RESIDENTI NEL TERRITORIO DELLO STATO
Il Dipartimento delle Finanze, con apposito comunicato stampa, ha chiarito le modalità di versamento dell'IMU dall'estero, qualora non sia possibile utilizzare il modello F24. Il contribuente è tenuto ad effettuare il versamento della quota spettante al Comune come segue:
- versamento mediante bonifico bancario sul conto corrente del Comune. Per il Comune di Vimodrone effettuare il versamento sul conto corrente aperto presso la Tesoreria Comunale (Credito valtellinese – codice BIC: BPCVIT2S; codice IBAN: IT91A0521634080000000003698;
- per la quota riservata allo Stato (solo per fabbricati ad uso produttivo di cat. D): versamento effettuato con bonifico in favore della Banca d'Italia (codice BIC: BITAITRRENT - codice IBAN: IT02 G 01000 03245348006108000);
Per entrambe i versamenti devono essere indicati il codice fiscale o partita IVA del contribuente, la sigla IMU e il nome del Comune di ubicazione degli immobili, i codici tributo da utilizzare nel modello F24 (v. sopra), l'annualità di riferimento, l'indicazione della rata versata (Acconto o Saldo.
La copia del versamento deve essere inoltrata al Comune per i successivi controlli.
E' possibile trasmettere le ricevute del versamento: a mezzo posta al Comune Vimodrone, via Cesare Battisti 56 – 20090 Vimodrone (MI); a mezzo fax al numero 3902/25077232; a mezzo e-mail all'indirizzo: tributi@comune.vimodrone.milano.it


Dichiarazione ai fini IMU
Nel caso in cui siano intervenute variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni ICI già presentate e qualora si siano verificate variazioni non conoscibili dal Comune, è necessario presentare la dichiarazione IMU, redatta su apposito modello approvato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (modello dichiarazione IMU modello dichiarazione IMU Versione editabile (Istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU. Si precisa che non è necessario presentare una nuova dichiarazione se la situazione del contribuente non è variata rispetto a quella già esistente ai fini ICI.
La dichiarazione va presentata ad esempio, nei seguenti casi (per un'elencazione completa delle casistiche si rinvia alle istruzioni allegate al modello di dichiarazione):
- Immobili che godono di una riduzione dell'imposta(ad es. fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati; fabbricati di interesse storico o artistico);
- Casi in cui il Comune non è in possesso delle informazioni per verificare il corretto adempimento dell'obbligazione tributaria(per esempio nei casi di locazione finanziaria dell'immobile; terreno agricolo divenuto area fabbricabile e viceversa; area divenuta edificabile in seguito a demolizione di un fabbricato; immobili esenti dall'imposta ai sensi della lett. c) e lett. i), comma 1, art. 7 D.lgs. 504/1992; immobile che ha perso/acquisito durante l'anno il diritto all'esenzione; fabbricato di categoria catastale D non iscritto in catasto, oppure iscritto senza attribuzione di rendita, interamente posseduto da imprese; riunione di usufrutto non dichiarata in catasto).
La dichiarazione non deve essere presentata per l'indicazione dei figli di età non superiore a 26 anni per i quali si usufruisce della maggiorazione della detrazione di 50 euro.
Ai fini IMU, la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo alla data in cui sono intervenute variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell'imposta.
Inoltre, in base al comma 3 dell'art. 91-bis del D.L. n. 1/2012, è obbligatoria la presentazione della dichiarazione per l'applicazione dell'esenzione prevista per gli immobili posseduti dagli enti non commerciali di cui alla lettera i), comma 1, del D.Lgs. n. 504/1992.Gli enti non commerciali indicano distintamente gli immobili per i quali è dovuta l’IMU, anche a seguito dell’applicazione del comma 2 dell’art. 91-bis del D.L. n. 1 del 2012, nonché gli immobili per i quali l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale degli stessi, presentando tale dichiarazione entro la data fissata dal decreto di approvazione dell’apposito modello (circolare 1/DF/2013).

Si rammenta che il ravvedimento operoso è previsto per il tardivo oppure omesso versamento rispetto alle scadenze previste. I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il termine fissato dall’art. 10 del Decreto Legge del 6/4/2013 ovvero entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello previsto dal decreto di cui all’art. 9 comma 6, del D.Lgs. n. 23 del 201, approvato con D.M. 30 ottobre 2012 e pubblicato sulla G.U. n.258 del 5/11/2012. Gli enti non commerciali indicano distintamente gli immobili per i quali è dovuta l’IMU, anche a seguito dell’applicazione del comma 2 dell’art. 91-bis del D.L. n. 1 del 2012, nonché gli immobili per i quali l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale degli stessi, presentando tale dichiarazione entro la data fissata dal decreto di approvazione dell’apposito modello (circolare 1/DF/2013). La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta.

RIMBORSI
Nel caso in cui l’imposta municipale propria (IMU) sia stata versata in misura superiore al dovuto è possibile richiedere il rimborso della differenza, utilizzando il modello previsto oppure inviando una richiesta, in carta semplice, nella quale devono essere indicati i seguenti elementi:

 

Ai sensi dell’articolo 1, comma 164, della Legge n° 296/2006: “il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.”



QUOTA ERRONEAMENTE VERSATA ALLO STATO
Per quanto riguarda la quota d’imposta erroneamente versata allo Stato, si attendono chiarimenti da parte del Ministero competente in merito alle modalità di erogazione delle somme da rimborsare. La stessa risoluzione MEF n° 2/DF del 13/12/2012 ha disposto che spetta al Comune l'istruttoria per la verifica del diritto al rimborso ma rimanda a successive comunicazione le istruzioni sull’effettiva liquidazione.

RIVERSAMENTO VERSO ALTRI COMUNI OPPURE VERSO LO STATO
Lo stesso modello di richiesta di rimborso/riversamento dovrà essere utilizzato da chi ha effettuato erroneamente il versamento in favore del comune di Vimodrone anziché del comune dove sono ubicati i propri immobili (es. indicando erroneamente il codice M053 anziché il codice del comune competente) o dello stato per la quota di competenza. L'ufficio Tributi provvederà a “riversare” la somma al comune di competenza (oppure allo Stato), nei tempi previsti dalla normativa vigente (entro 180 gg.) e sulla base delle istruzioni che saranno diramate dal ministero competente.
N.B. : la risoluzione MEF n° 2/DF del 13/12/2012, stabilisce che, nel caso in cui sia stato l'intermediario (banca, posta, etc.) ad avere riportato in maniera errata il codice catastale del comune in cui si trova l'immobile, spetterà all’intermediario stesso provvedere alla correzione del modello F24.
 

 

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI SEGUENTI RIGUARDANO L'APPLICAZIONE DELL'IMU NELL'ANNO 2012


Per il versamento dell'IMU su abitazione principale e pertinenze  si applica l'aliquota del 4 per mille e dal totale dovuto va sottratta la detrazione spettante per l’abitazione principale, fino a concorrenza del suo ammontare.
Tale detrazione è fissata in 200,00 €annui e va rapportata al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale. Se più soggetti passivi utilizzano la medesima abitazione principale, la detrazione spetta a ciascuno proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
Per gli anni 2012 e 2013 è prevista una maggiorazionedella detrazione di € 50,00 per ciascun figlio che risieda e dimori abitualmente nell’abitazione principale fino al compimento del ventiseiesimo anno d’età (anche tale detrazione aggiuntiva spetta per il periodo dell’anno nel quale ricorre tale condizione e viene ripartita proporzionalmente tra i genitori comproprietari residenti nell’abitazione).
La maggiorazione per i figli non può comunque superare l’importo massimo di € 400,00.
L’aliquota prevista per l’abitazione principale e la relativa detrazione si applica anche all’abitazione ed alle pertinenze possedute dal soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, risulta assegnatario della casa coniugale.

ATTENZIONE: